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Il Castello Angioino

Castello Angioino

Una testimonianza emblematica di storia civitese si trova proprio nel bel mezzo del paese e domina con imponenza la parte più antica dell'abitato: è il Castello Angioino. Pur non essendo certa l'epoca della costruzione, più volte rimaneggiata, tutto fa pensare specie le maestose torri cilindriche al periodo della dominazione angioina. Edificato su una massa di arenaria che si erge prorompente tra i torrenti Mordale e Vallone Grande, il castello di Civitacampomarano rappresenta un pregevole monumento dal grande valore storico.

Il bel portale trecentesco presente sulla facciata principale, a est, era collegato all'abitato da un ponte levatoio. Il lato occidentale, lungo oltre 50 metri, oggi affaccia sull'attuale Piazza Municipio e ai suoi lati ha due torri di pregevole fattura. Altre due custodiscono il lato settentrionale dell'edificio, preceduto in passato da un fossato che fu riempito nel 1795. Il lato meridionale si erge su uno sperone in muratura sostenuto da una robusta parete rocciosa.

Immagine CastelloLa fortezza, che un tempo sorgeva isolata nei suoi fossati nella parte alta del centro abitato, a cui non si poteva accedere quando era chiusa la porta di cinta, oggi si trova al centro del paese. Infatti fin dal XVIII secolo il borgo aveva cominciato ad espandersi innanzi al castello, quindi dal lato opposto rispetto al primitivo insediamento. Il castello si trovò così a dividere in due il paese, distinto in “Civita di sotto” e “Civita di sopra”. Nel lontano 1795 gli abitanti delle due “borgate”, esasperati da questa sconveniente separazione, insorsero riempendo il fossato per creare un collegamento tra le due parti, erigendo una strada che oggi costeggia il castello dal lato nord.

Sul prospetto principale lo scudo sostenuto dal grifo con i gigli capovolti, è il ricordo perenne del tradimento che Paolo Di Sangro, uno dei famosi signori di Civita, fece a danno degli Angioini nella battaglia di Sessano del 28 giugno 1442, e che gli fruttò Civita e il castello stesso da Alfonso I d'Aragona, in cambio dell'aiuto offerto. Nel cortile interno vi sono gli accessi a quelle che dovevano essere le camere per la sala d'armi, per il corpo di guardia, per le cantine, i granai, le stalle, le prigioni ed i trabocchetti. Al primo piano, invece, ci sono la camera baronale, dove si amministrava la giustizia e si ricevevano gli ospiti, la cucina e le stanze più interne del signore.

Il Castello Angioino di NotteDa segnalare la fontana sannita situata nel cortile, stupefacente per la fattura dei quattro volti zoomorfi d'angolo e per lo stato di conservazione. Di proprietà della Soprintendenza ai Beni Culturali, recentemente nel castello sono stati realizzati radicali lavori di consolidamento e restauro, ormai giunti quasi alla conclusione, riportando il monumento al suo antico splendore. Nel convegno tenutosi domenica 5 dicembre 2004, alla presenza del Presidente della Regione Molise on. Michele Iorio, dell'assessore regionale ai lavori pubblici Antonio Chieffo ed altre autorità, la sovrintendente ai Beni Archeologici del Molise ha annunciato l'utilizzazione del castello quale scuola di restauro di opere d'arte. Saranno infatti portate presso il castello di Civita tutte le opere danneggiate dal sisma del 31 ottobre 2002 per essere restaurate.

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